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Il test cardiopolmonare ad esaurimento

immagine di un Test Cardiopolmonare a Esaurimento

A differenza dei semplici test incrementali che indagano la minima velocità che verifichi il VO2max (Billat e Koralsztein 1996), quelli a esaurimento indagano anche la velocità di chiusura del test, utile per ulteriori correlazioni.
I test a esaurimento costanti, invece impongono velocità di corsa o pendenze fisse da sostenere ad una data intensità misurata come %VO2max o %MAV (altrimenti nota come %v(VO2max)). La differenza di utilizzo tra questi due indicatori di intensità trova spiegazione nel fatto che in alcuni soggetti il VO2 può variare anche se la velocità di corsa è costante. Si può assistere a una sorta di deriva del VO2, oppure a una diminuzione se, ad esempio, il soggetto si adatta allo sforzo, modificando la sua tecnica di corsa, ovvero ottimizzando il costo energetico.

Dal punto di vista pratico, studiare un parametro in base alla % della MAV, anziché alla % del VO2max, è di più semplice comprensione ai fini sia delle analisi di laboratorio sia della prescrizione di un esercizio anche al di fuori di esso. Essendo due intensità differenti, ma simili, l’utilizzo di un parametro al posto dell’altro può generare errori nella fase di interpretazione dei risultati.


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