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%MAV o %VO2max?



Per quanto riguarda la scelta degli indicatori di intensità, risulta quindi da preferire la %MAV rispetto alla %VO2max perché il VO2max può essere raggiunto a diverse velocità di corsa in rapporto alla %MAV (Billat et al. 2000, 178 - 187). Inoltre, velocità di corsa costanti che vanno da 140%MAV a 90%MAV causano esaurimenti che avvengono in un intervallo che va da 1' a 15' (Billat et al 2000, 178 – 187), e che verificano tanto più il VO2max quanto più la velocità è simile a 100%MAV, mantenuta fino all’ esaurimento. Generalmente nella corsa a 100%MAV il tlim è di circa 6’ - 7'.

Nella pratica dell’allenamento, per ottimizzare la potenza aerobica, risulta quindi importante adottare dei mezzi di allenamento che massimizzino il tempo trascorso al VO2max.
Trova quindi riscontro eseguire una serie di prove ripetute della durata minore o uguale a tlim100, ma a velocità prossime a %MAV, con recuperi completi del debito di O2.

In condizioni naturali, data una distanza, la capacità di correre a velocità prossime al VO2max dipende quindi dalla distanza stessa e dalla capacità dell'intero organismo di sopportare lo stato di affaticamento.

Da un lato abbiamo le caratteristiche potenziali e strutturali che risentono dell'allenamento in misura minore, e cioè il VO2max, dall'altro abbiamo le capacità di mantenere nel tempo una certa percentuale del VO2max che risultano essere diverse ma che permettono un maggiore incremento relativo della prestazione.

In altre parole, la massimizzazione del tempo corso a %MAV non dipende dal VO2max, cioè dalla massima potenza aerobica teorica, ma dalle capacità neuro-fisiologiche e psicologiche del soggetto di gestire e tollerare la fatica, come la capacità di produzione, di accumulo e di smaltimento dei principali agenti acidificanti l'organismo, (H+, LA e ammoniaca).


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