Aspetti psicosociali
Autismo - Parte II

Alterazione del sistema mirror
Un'altra problematica provata nei soggetti affetti da autismo è l'alterazione del sistema mirror, ovvero di quelle popolazioni neuronali altamente specializzate che generano informazioni utili ad altre strutture, come se si svolgesse direttamente un'azione motoria o espressiva a seguito dei soli stimoli visivi.
Sembra, inoltre, che il grado di alterazione della struttura di questi neuroni sia significativamente e direttamente correlato con il grado di comprensione delle gesta e delle emozioni altrui, senza che vi possa essere alcuna possibilità di recupero farmacologico.
Alterazione del sistema sensoriale
Come già accennato, questi soggetti mostrano un'alterazione dei 5 sensi rispetto ai valori normali e un deficit di un particolare tipo di intelligenza che prende il nome di Intelligenza Sociale. Di contro, mostrano un'esagerata attenzione per i particolari e per gli oggetti inutili, per esempio nelle immagini, non capendone di fatto il significato. Inoltre, questi soggetti spesso possono avere difficoltà a capire il flusso delle cose come, ad esempio, quello indicato da un insieme di frecce disegnate.
L'elevatissima capacità di segregare l'informazione tipica di alcuni soggetti autistici, in particolare per quelli affetti da Sindrome di Asperger, potrebbe essere dovuta a un'alterazione della concentrazione di GABA, il principale neurotrasmettitore inibitorio del cervello, che porta ad avere uno sbilanciamento della sensibilità, a favore dell'iper sensibilità, delle strutture deputate al riconoscimento e all'elaborazione dei dati. Questa ipotesi trova riscontro in una storia realmente accaduta in cui due gemelli americani John e Michael, considerati dei ritardati, indovinarono all'unisono il numero di fiammimeri caduti a terra da una scatola, come magistralmente è stato messo in mostra da Dustin Hoffman nel film Rain man.
Come si è cercato trasmettere in questo articolo, molti disturbi modificano il processo di acquisizione delle informazioni sensoriali tipici di questi soggetti. Una recente scoperta (2018) mostra che uno tra questi disturbi sebra essere il microbiota in quanto è stato scoperto il rapporto che esiste tra questo insieme di popolazioni batteriche simbiontiche e il cervello. Sembrerebbe quindi che alcune sostanze non vengano degradate completamente dal deficitario ambiente batterico intestinale di questi soggetti, le quali contribuirebbero ai sopra citati malfunzionamenti del cervello. Considerato che un soggetto autistico in età pediatrica mostra i seguenti spetti (2):
- scelta dei cibi ristretta e rigida (42-61%)
- obesità (23%)
- sintomi gastrointestinali (47%)
- anomalie dell'evaquazione intestinale (12%)
Sembra lecito voler attendere nuove conferme in questa direzione visto anche che l'alterazione intestinale spesso non è la causa ma la conseguenza di un disturbo intellettivo il quale può compromettere il comportamento alimentare, causando delle possibili carenze o intossicazioni che solo alla fine si ripercuotono a livello intestinale.
Trattamento
Il trattamento di questi soggetti è complesso e di difficile guarigione.
Molti modelli sono stati proposti e ciascuno con una propria efficacia. A titolo di esempio è citato il modello Denver.
In generale, per prima cosa occorre osservare il comportamento del bambino nei confrondi della famiglia, individuandone i miglioramenti. Attualmente si ragiona molto in direzione dell'iper sensorialità distogliente, ragion per cui un metodo di comunicazione efficacie con questi soggetti è l'utilizzo di figurine grazie alle quali è possibile farsi indicare che cosa vogliono veramente.
Per quanto concerne il trattamento farmacologico, durante il trattamento riabilitativo dei casi più gravi sono previsti antipsicotici, oltre al cercare di capire il canale giusto da utilizzare per entrare in contatto con loro.
BIBLIOGRAFIA
(1) Sensory perception in autism. Caroline E. Robertson and Simon Baron-Cohen. Springer Nature (2017).
(2) Autism spectrum disorder. Catherine Lord, Mayada Elsabbagh, Gillian Baird, Jeremy Veenstra-Vanderweele. Lancet (2018).