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Le Scienze Motorie a scuola

Il profilo motorio degli studenti

Le seguenti informazioni sono state ottenute grazie all'analisi statistica dei risultati delle prove svolte in ogni unità didattica nell'anno scolastico 2021 -2022.

Scuola secondaria di primo grado: evidenze scientifiche con particolare attenzione ai soggetti BES

  1. Salto alla corda eteroregolato: i soggetti BES mostrano un deficit di coordinazione degli arti inferiori
  2. Prova di equilibrio alla trave: i soggetti con DSA presentano maggiori difficoltà nelle attività motorie complesse
  3. Orienteering: i soggetti BES colmano il deficit di pianificazione spaziale
  4. Squat Jump: l'altezza di salto discrima poco il sesso nelle popolazioni pre-puberali.

Salto alla corda eteroregolato: i soggetti BES mostrano un deficit di coordinazione degli arti inferiori

  • soggetti interessati: classi I, II e III
  • periodo di svolgimento: I quadrimestre
  • riferimento: prova pratica 1(3).
  • capacità motorie di riferimento: coordinativa.
  • capacità motorie specifiche:
    • ritmo
    • reazione
  • svolgimento: gli allievi hanno svolto tre prove, distanziate da una settimana, in cui in ognuna hanno effettuato il maggior numero possibile di salti alla corda tenuta e messa in rotazione lungo l'asse passante per la mano di due soggetti costituiti dal docente e da un alunno aiutante, come mostrato nella seguente immagine:

  • La valutazione ha tenuto conto della prova con il maggior numero di salti, utilizzando il seguente sistema di valutazione:

  • analisi statistica dei risultati: nella seguente tabella riassuntiva sono riassunti i risultati delle prove svolte nelle classi.
    Come è possibile constatare il valore di p non garantisce una significatività statistica apprezzabile. Accetto quindi l'ipotesi che le medie tra i gruppi siano tutte uguali tra loro, ovvero che non vi sia una variazione statisticamente significativa fra i dati. In altre parole, con grande evidenza i dati provengono dallo stesso campione e le differenze osservate puramente casuali (p>0,05).
    nella seguente tabella comparativa sono riassunti i risultati dei soggetti BES (N = 32) e del controllo (N = 158) escuso del precedente campione. Sono presenti differenze statisticamente significative tra i gruppi e nelle prove misurate mediante il test t con varianze eteroscedastiche (diverse) riportate in tabella.
    Le seguente immagine mostra il grafico a istogrammi riassuntivo del confroto fra il campione di soggetti BES e il Controllo:
    Immagine di un grafico riassuntivo del confroto fra il campione di soggetti BES e il Controllo


  • discussione e conclusioni: nei soggetti non affetti da defit certificato la capacità coordinativa degli arti inferiori può essere valutata mediante due prove di salto alla corda anziché tre, permettendo all'insegnante di impiegare il tempo in altre attività. Inoltre, risulta evidente che la pratica di una volta alla settimana non è sufficiente ad aumentare il numero di salti; come evidenziato dalla letteratura occorre invogliare i ragazzi alla pratica del salto, somministrando loro un carico di lavoro sufficiente. Tenendo anche in considerazione il fatto che l'età non influisce sul numero di salti, suggerendo che il picco di crescita si verificherebbe più avanti nell'età.
    Per questi soggetti ocorre verificare se esistono relazioni significative con altri parametri quali, ad esempio, il peso corporeo, le scarpe, la forza degli arti inferiori, la pratica di altri sport.
    I soggetti che necessitano concretamente più attenzioni mostrano una minor suscettibilità alla pratica del salto alla corda, causa di un reale svantaggio della capacità coordinativa, misurata dal numero di salti, rispetto al gruppo di controllo di circa il 22% come evidenziato nella tabella comparativa.
    Questa differenza è da tenere in considerazione nei sistemi di valutazione, aumentando il voto di circa il 6,5% ovvero di 0,5 punti su 10.

06/02/2022




Prova di equilibrio alla trave: i soggetti con DSA presentano maggiori difficoltà nelle attività motorie complesse

  • soggetti interessati: classi I, II e III
  • periodo di svolgimento: I quadrimestre
  • riferimento: prova pratica 2(3)
  • capacità motorie di riferimento: coordinative, esecutive.
  • capacità motorie specifiche:
    • equilibrio
    • orientamento spaziale
  • capacità esecutive prevalenti:
    • attenzione
    • inibizione
  • svolgimento: posizionarsi a piedi scalzi a livello del pavimento davanti al lato inferiore della trave. Percorrere, camminando, ogni tratto di trave per 10 volte, invertendo la direzione di marcia in un tratto di trave delimitato da un segno posto a 60 cm dal bordo del lato più corto.

    La valutazione tiene conto dei seguenti parametri:
    • tempo di esecuzione
    • tecnica del cammino: numero di sbandamenti con recupero dell'assetto
    • qualità di esecuzione: numero di sbandamenti senza recupero dell'assetto, valutati come appoggio dei piedi sul pavimento o inversione della direzione di marcia senza aver posizionato entrambe i piedi nel settore delineato precedentemente indicato
  • sistema di valutazione: Vedi la tabella riassuntiva.
  • risultati: i soggetti presentano prestasioni parziali simili, ovvero nel tempo di esecuzione, negli sbandamenti e nel cambio di direzione ma una prestazione globale diversa, come è possibile visualizzare nel seguente grafico dal quale è stata escusa la componente del tempo di esecuzione per motivi di scala:
    I dati sono consultabili nella tabella riassuntiva.
    Nello specifico, i soggetti con DSA mostrano una valutazione complessiva significativamente inferiore di circa il 10% rispetto al gruppo di controllo, che può essere quantificato in circa 1/10 in sede di valutazione.
  • voti medi: vedi tabella riassuntiva.
  • discussione: i soggetti affetti da un disturbo specifico dell'apprendimento o DSA (disortografia, disgrafia, discalculia, dislessia e disprassia) presentano nel 70% dei casi un disturbo di attenzione che molto probabilmente non si è evidenziato nelle valutazioni parziali.
    Sebbene nell'inversione del verso di movimento i soggetti con DSA hanno fatto registrare in media lo stesso numero di penalità del gruppo di controllo, questi mostrano una votazione complessivamente inferiore.
    Si ricorda che, nel momento di inversione del verso di marcia, il soggetto deve compiere un movimento efficacie ricordandosi di girare entro la linea posta sulla trave, spostando l'attenzione dal sé e potendo essere quindi assimilato ad un doppio compito cognitivo-motorio, nel quale i soggetti DSA presentano maggiori difficoltà a causa del frequente deficit di attenzione.
    La valutazione complessiva inferiore potrebbe essere dovuta al sovraccarico del sistema di integrazione degli stimoli dei soggetti con DSA che, a causa della loro minore capacità di attenzione e quindi di cernita degli stimoli importanti, si traduce in minor controllo complessivo del movimento.
    Sebbene i soggetti con DSA rispondano normalmente ai compiti singoli, se quasti presentano una difficoltà di equilibrio o di coordinazione, questa si traduce sugli altri parametri di valutazione in modo importante, risultando significativa solo grazie ad una valutazione pesata e complessiva.

    Esiste quindi qualche legame tra i parametri che incidono sul risultato finale. Molto probabilmente essi non riescono a compensare le difficoltà, che sono le stesse e di intensità simile a quelle dei loro coetanei non DSA, che incidono significativamente sulle altre, risultando evidente solo in sede di valutazione finale.
  • conclusioni: i soggetti con DSA evidenziano una votazione complessiva inferiore di circa 1/10 rispetto ai loro compagni. Questo è conseguenza del disturbo di attenzione che nel 70% dei casi caratterizza la loro condizione, il quale sottende le altre capacità esecutive. Inoltre, i soggetti che si impegnano molto a non cadere presentano in media prestazioni peggiori nel tempo di esecuzione e viceversa e ciò può essere dovuto alla ridotta capacità di ingrazione degli stimoli senso-motori ed esterni.
    Concludendo, per i soggetti con DSA risulta che il tutto sia diverso dalle parti; dovendosi esercitare maggiormente e per più tempo nelle operazioni globali.
    I sistemi di valutazione parametrici multifattoriali permettono di far fronte all'elevata variabilità delle singole componenti, adottando un voto minimo.







Orienteering: i soggetti BES colmano il deficit di pianificazione spaziale

Abstract

I soggetti più fragili, quelli caratterizzati da disturbi specifici dell'apprendimento (DSA) e disabili portatori di handicap, costituiscono gli alunni caratterizzati da bisogni educativi speciali (BES).
Molti di loro mostrano deficit nelle funzioni esecutive, in particolare nell'attenzione, nella pianificazione, nel controllo e nell'esecuzione dei movimenti volontari, che possono peggiorare la qualità dell'apprendimento.
I test neuropsicologici hanno lo scopo di valutare il grado di tali disturbi al fine di intervenire precocemente. Tra questi uno dei più diffusi è Trail Making Test (TMT) che valuta l'attenzione visiva e il cambiamento di compito.
In questa sede è proposto l'orienteering, in quanto attività simile al TMT, permettendo di estendere la valutazione dell'attenzione ai compiti di pianificazione motoria.
L'attività proposta sia agli alunni delle classi I, II e III (N = 135) sia a coloro i quali risultano soggetti BES (N = 18), di cui 10 affetti da DSA (55,6%), evidenzia il deficit nella pianificazione motoria proprio della condizione di questi ultimi.
Tuttavia, grazie alla pratica i soggetti BES sono in grado di colmare concretamente il deficit, raggiungendo gli stessi livelli dei loro compagni.

Introduzione

Oggi il numero di dianiosi di DSA, le cui principali sono: la dislessia, la discalculia, la disortografia, la disgrafia e la disprassia, è sicuramente maggiore rispetto a quelle del passato. In media queste riguardano 1 o 2 soggetti per classe fino ad interessare 4 o più soggetti, tendendo ad aumentare nel corso dell'anno. I motivi di tale aumento sono molteplici e sono legati sia alla maggiore sensibilità da parte delle famiglie, sia all'aumento dei servizi rivolti ai soggetti certificati, senza escludere il reale aumento del numero di casi frutto dell'aumento della popolazione.

Ogni soggetto affetto da un qualsiasi deficit che mostra anche una disabilità percorre esperienza diverse rispetto ai suoi coetanei "normali", le quali, in fine, incidono sulla qualità dell'apprendimento.
Il compito della scuola è quello di garantire a tutti gli stessi mezzi intervenendo direttamente nei casi più critici.
Le Scienze Motorie hanno il compito di riconoscere i casi più critici utilizzando strumenti idonei al fine di intervenire e di valutare i miglioramenti.
L'attività di seguito analizzata, ovvero l'orienteering, risulta semplice e di larga adesione, permettendo di massimizzare l'inclusione dei soggetti più fragili, senza incidere sul rendimento di quelli più autonomi ed esperti.

Materiali e metodi utilizzati

  • soggetti interessati: classi I, II e III
  • periodo di svolgimento: I e II quadrimestre
  • riferimento: prova pratica di Scienze Motorie
  • capacità motorie condizionali prevalenti: resistenza
  • capacità motorie coordinative prevalenti:
    • differenziazione cinestesica
    • orientamento
  • capacità esecutive prevalenti:
    • attenzione
    • inibizione
  • tipo di abilità: closed skils, pianificazione motoria
  • strumenti: cellulare dotato di connessione internet (strumenti byod) oppure piantina prevista di griglia stampata su carta in cui poter associare i codici delle lanterne al rispettivo numero, come mostrato nella seguente immagine:

  • Per ridurre il consumo di carta le due piantine potranno essere stampate su di un unic foglio formato A4.
    Inoltre, a ciascun alunno verrà consegnato un cartoncino delle dimensioni poco più grandi della grigla di immissione dei codici onde facilitarne l'inserimento.
  • svolgimento: partendo dal punto indicato, al via dell'insegnante ogni allievo dovrà cercare le lanterne sparse all'interno dell'area delimitata e visibile nella piantina fornita. Le partenze saranno scaglionate con un intervallo (I) che può essere di 30 secondi oppure un minuto, onde minimizzare la comunizazione tra gli allievi e rendere la prova di ognuno il più possibile scorrelata da quella degli altri. Con i gruppi numerosi è possibile prevedere la partenza di due gruppi, facendo partire il secondo al completo arrivo del primo.
    La prova sarà ritenuta valida se l'alunno avrà riportato il codice di ciascuna lanterna nel rispettivo spazio nel modulo web (Google Moduli) precedentemente condiviso con i partecipanti mediante codice QR, inoltrandolo al termine, oppure avrà compilato la griglia cartacea precedentemente introdotta.
    Qualora il codice della lanterna sia scorretto o assente è prevista una penalità, che in questo caso è pari a 30 secondi.

    Calcolo del tempo effettivo
    Il tempo effettivo è ottenuto sottraendo dal tempo finale, visibile nel documento riassuntivo, il tempo iniziale, quest'ultimo ottenuto moltiplicando l'ordine di partenza sottratto di uno, il tutto moltiplicato l'intervallo (I).

  • metodo d'indagine: la misurazione della capacità di pianificazione motoria in compiti visuo-spaziali e delle possibili variazioni nel tempo sono state svolte due prove distanziate una settimana l'una dall'altra, la cui disposizione delle lanterne era diversa. Nel caso qui descritto la prima piantina mostra dei tratti in rosso, la seconda in bianco).
  • sistema di valutazione: attribuire al primo arrivato un punteggio (per esempio 10) sottraendo da questo un certo numero di punti ogni minuto di ritardo dal primo (per esempio 1 punto ogni minuto). Assegnare un voto minimo (per esempio 6) per ritardi superiori oltre un ritardo massimo in rapporto alla durata della prova.
    Oppure, calcolare la media aritmetica e attribuire i voti proporzionalmente in base a questa (per esempio 7). In questo caso è opportuno definire i limiti dell'intervallo che, per esempio, può essere da 5 a 10. Qui puoi trovare un esempio delle prime 10 lanterne in formato stampabile.
  • risultati: non esistono differenze statisticamente significative nelle prove nei seguenti casi:
    • tra le classi
    • tra le classi aggregate, cioè I VS II VS III, come riportato in tabella 1:
    Questo suggerisce sia che la difficoltà delle prove è la stessa, sia che l'età non rappresenta un reale vantaggio per una migliore capacità di orientamento.

    Tuttavia, sono state trovate differenze tra un gruppo di soggetti caratterizzati da DSA e il gruppo di controllo escluso del precedente, come riportato in tabella 2 ed evidenziato dal seguente grafico:



  • discussione e conclusioni: il Trail making test (TMT) su foglio o dispositivo elettronico, che valuta la capacità di pianificazione spaziale in un compito di tipo visuo-motorio, può essere paragonato all'orienteering vista la richiesta simile nel mantenere una concentrazione elevata sia per minimizzare il tragitto, sia per gestire velocemente il significato simbolico delle informazioni ricevute (nel caso dell'orienteering è richiesto di abbinare i codici di ogni lanterna al rispettivo numero), inibendo le distrazioni e l'ansia.
    Inoltre, la prova di orienteering è evidentemente in grado di discriminare le difficoltà iniziali dei soggetti in esame (BES) rispetto alla popolazione con un apprendimento normale, per la quale una prova in più non è sufficiente a migliorare il tempo finale, a differenza di quanto accade nel gruppo BES. Questi ultimi sono, probabilmente, più sensibili e più concentrati a minimizzare il tempo in una prova che risulta essere di pari difficoltà e quindi sfidante. Viceversa i compagni caratterizzati da un apprendimento normale possono ritenere la prova meno sfidante, riversando in essa un impegno minore.
    Per l'appunto, nella seconda prova, i soggetti BES sono in grado di colmare concretamente il deficit iniziale, raggiungendo gli stessi livelli di pianificazione motoria dei loro compagni.
    In ultima analisi, nel caso di prove singole di orienteering, considerate le difficoltà iniziali, è opportuno offrire una valutazione più morbida ai soggetti più bisognosi, specificatamente se caratterittati da un disturbo specifico dell'apprendimento; mentre su più prove è possibile offrire la stessa valutazione.

04/02/2022


Squat Jump: l'altezza di salto discrima poco il sesso nelle popolazioni pre-puberali.

  • soggetti interessati: classi I, II e III
  • periodo di svolgimento: II quadrimestre
  • riferimento: prova pratica 4(4).
  • capacità motorie di riferimento: forza esplosiva.
  • obiettivo: validazione dello Squat Jump Test per la discriminazione dei valori di forza tra i sessi e tra le classi
  • svolgimento: gli allievi hanno eseguito due prove di salto in elevazione. La prima al T0 = 0, la seconda al T1 = 2,2 settimane (DS = 0,48).
    Ad ogni studende era chiesto di raggiungere la massima elevazione possibile partendo dalla posizione di squat, utilizzando, appunto, la tecnica dello squat jump.
    Essa prevede che dalla posizione iniziale, in cui il baricentro è abbassato, l'angolo tibia-femore è di 90 ° e le braccia poggiano sui fianchi. Il soggetto distende gli arti inferiori alla massima velocità, sincronizzando e massimizzando la spinta data dai muscoli interessati nell'estensione di entrambe gli arti.
    Di seguito è mostrata un'immagine esemplificativa della corretta posizione di partenza:

  • Il parametro altezza di salto è stato registrato sia nella prima, sia nella seconda prova utilizzando l'App Jumpster installata su uno smartphone Galaxy A21s.
    Individuata quella massima è stato possibile effettuare il confronto tra i sessi e tra le classi.

    La seguente tabella mostra il sistema di valutazione utilizzato nelle prove di salto:
  • analisi statistica: i risultati delle prove svolte nelle classi sono riassunti nella TABELLA 1 della seguente pagina dei risultati.
    Come è possibile notare dai valori riassunti in TABELLA 2 e mostrati nel seguente grafico, il valore di p assicura la validità statistica della prova Squat Jump per discriminare il grado di forza dei maschi dalle femmine solo in tre classi su nove. Nelle classi in cui p > 0,05 è accettata quindi l'ipotesi che le medie tra i gruppi siano uguali tra loro, cioè che non vi sia una variazione statisticamente significativa fra i dati, ovvero che le differenze osservate siano puramente casuali.
    Immagine di un grafico riassuntivo del confroto fra il campione di soggetti BES e il Controllo


  • discussione e conclusioni: nelle classi 2E, 3E e 3A si verifica una differenza statisticamente significativa nella forza specifica degli arti inferiori di maschi e femmine. Nelle classi prime i valori del test risultano omogenei tra i sessi.
    Sia nelle femmine, sia nei maschi il confronto tra le classi aggregate evidenzia differenze tra le classi prime e le classi seconde e tra le classi prime e le classi terze. mentre solo nei maschi si evidenzia differenza tra le classi seconde e classi terze, suggerendo una correlazione positive tra l'età e 'l'altezza di salto.
    Le classi seconde e terze sono quindi caratterizzate da un'alta variabilità dell'altezza di salto che, in quanto espressione dei livelli di forza esplosiva degli arti inferiori, potrebbe essere verosimilmente correlata all'aumento della concentrazione ematica dell'ormone testosterone, responsabile della modulazione della spinta di crescita, soprattutto nei soggetti maschi.
    L'utilizzo di un modello multivariato che tenga conto di altri parametri antropometrici quali, la statura e il peso, unitamente al livello di attività fisica e al tipo di sport praticato, spiegerebbero la restante parte di varianza che la sola altezza di salto non riesce.
    Una possibile misura indiretta della forza espressa al suolo è data dall'indice F che misura il valore medio della reazione vincolare al suolo durante la fase di salita del centro di gravità.

Consideriamo gli arti inferiori come una molla.

La seguente relazione mostra che l'impulso della fase di spinta è uguale alla quantità di moto del corpo nell'attimo in cui si stacca da terra.

F*t = m * v (1)

Poniamo che la quantità di energia meccanica totale (EC) ovvero la somma dell'energia potenziale (m * g * h) e cinetica (1/2 * m * v^2) durante il volo si conserva:

1/2 * m * v^2 = m * g * h

Da cui

1/2 * v^2 = g * h

Ricavando la velocità iniziale risulta:

v = (2*g*h)^(1/2)

Sostituendo nella (1)

F = m / t * (2*g*h)^(1/2)

La forza media espressa dal soggetto al suolo è proporzionale alla sua massa e alla radice quadrata dell'altezza di salto ed è inversamente proporzionale al tempo di contatto dall'inizio della spinta al distacco del piede dal terreno.

05/05/2022