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Le Scienze Motorie a scuola

Concorso a cattedra: la prova orale

L’insegnante è un costruttore di ambienti di apprendimento in cui si impara ad imparare creando connessioni coerenti tra il flusso di idee ed i fatti reali, contribuendo ad alimentare la futura globalizzazione. Per questo motivo l’insegnante deve essere dotato di conoscenze multidisciplinari per supportare al meglio gli studenti nei problemi complessi al fine di sviluppare la capacità di problem solving.

Il corretto maneggiamento, la rielaborazione e l’integrazione della conoscenza determina apprendimento ovvero un cambiamento significativo del comportamento che può essere misurato sulla base dei seguenti filoni teorici:

  • comportamentismo: l’apprendimento è misurato dal numero di coppie di stimoli-risposte Gli autori di riferimento sono:Watson, Pavlov, Thorndike, Skinner Tuttavia i principali metodi utilizzati a scuola ricadono nei seguenti.
  • cognitivismo: in cui l’apprendimento dipende dalla maturazione delle strutture cognitive quali, ad esempio, la memoria che è quantificabile con la rievocazione delle parole memorizzate. I metodi cognitivi si basano sulla elaborazione e rielaborazione della conoscenza. I principali esponenti sono: Tornar, Hull, Kohler, Craik, Miller, Galanter, Neisser.
  • costruttivismo, che deriva dal precedente, in cui l'apprendimento è personale e si misura sulla base della produzione individuale o condivisa e facilitata dal docente di elaborati della realtà. I metodi costruttivisti consistono nella costruzione e ristrutturazione della conoscenza secondo la propria visione.

I principali teorici del costruttivismo sono Piaget e Bruner. Papert, allievo di Piaget, sosteneva che le palestre per pensare rappresentassero l’orizzonte teorico della scuola moderna in cui veniva implementato il costruttivismo socio culturale ovvero un ambiente in cui il docente condivide, negozia e media la conoscenza con gli allievi in un clima di scambio e motivandoli alla partecipazione.

L’ambiente scolastico diviene quindi un laboratorio in cui grazie alle interazioni reciproche vengono posti e risolti nuovi problemi divenendo più complessi col progredire dell’età.

Lo sviluppo della persona è un processo graduale caratterizzato da oggettività, coerenza e razionalità unitamente alla socializzazione ovvero la capacità di cogliere e riconoscere il punto di vista altrui.

L’apprendimento non è quindi un fatto solitario ma bensì un fatto sociale in quanto presuppone processi di scambio, negoziazione e di cooperazione.

In particolare nel bambino gli autori evidenziano dei cambiamenti sistematici e prevedibili.
Se per Piaget lo sviluppo è necessario all'apprendimento, per Vygotskij l’apprendimento sociale (“interpsichico”) sottende lo sviluppo individuale (intrapsichico).

  • Piaget: sviluppo individuale a stadi => apprendimento
  • Vygotskij: apprendimento sociale => sviluppo individuale

Vygotskij elabora il concetto di Zona di Sviluppo Prossimale (ZSP) secondo cui lo sviluppo dei bambini è facilitato dall’aiuto degli altri, adulti o pari, più competenti. Nello specifico la ZSP rappresenta la distanza tra lo sviluppo attuale (Si) e lo sviluppo potenziale (SP) raggiungibile se facilitato da un adulto, che può essere misurata in anni grazie alla seguente relazione:

ZSP = SP - Si

Per questo motivo sono importanti classi con relazioni positive nelle quali si instaura la partecipazione attiva (di ricerca e di riscoperta) in cui la diversità di ogni studente è riconosciuta e, facilitando l’apprendimento con metodi collaborativi e cooperativi, si porta ognuno a dare il massimo delle proprie potenzialità, massimizzando, appunto, SP.

Rapporto tra apprendimento e sviluppo

Gli ambienti stimolanti incidono sui processi di sviluppo in quanto il cervello è predisposto a ricevere degli stimoli e, grazie all'elevata plasticità sia neuronale, sia recettoriale, ad elaborare risposte il più possibile pertinenti ed organizzate.
Se la struttura del cervello è rigida, modulabili risultano le sinapsi. L’apprendimento significativo aumenta il numero di queste e l’efficacia dei neurotrasmettitori prodotti e consumati da enzimi specifici, permettendo di adattarsi alle mutevoli condizioni ambientali che a loro volta risentono dell’azione dell’uomo.

L’organizzazione delle risposte sono tanto più efficaci quanto è fatto proprio il processo mentale modulato a sua volta da fattori emotivi e dall’interazione con gli altri.

Tra le strutture encefaliche geneticamente determinate appartiene la popolazione dei neuroni specchio. Essa permette il riconoscimento delle emozioni e dei comportamenti altrui, assicurando livelli minimi ma implementabili di empatia. I neuroni specchio che permettono di riconoscere lo stato d’animo altrui per, eventualmente, imitarlo, giocano quindi un ruolo chiave sia nell’apprendimento, sia nelle relazioni.

Gli ambienti stimolanti e comprensivi, non giudicanti, non limitano il riconoscimento da parte dei neuroni specchio, permettendo di entrare in sintonia con l’altro, eventualmente di calmarsi e di acquisire fiducia, favorendo quindi il proprio apprendimento.


La probabilità di acquisire fiducia dell’altro dipende dalla dotazione specifica di intelligenza che Gardner la individua in quella interpersonale, deputata all’acquisizione di relazioni interpersonali positive, che favoriscono l’empatia.

Grazie ad alcuni studi pedagogici è possibile prevedere il comportamento dei bambini al fine di potenziarne il loro sviluppo cognitivo.
Secondo la teoria genetica il basso condizionamento dei bambini e il forte interesse indirizzato al gioco, renderebbe la mente del bambino sufficientemente prevedibile.

Piaget, da sempre considerato il precursore della psicologia cognitiva, ha apportato contributi fondamentali alla conoscenza del bambino che verrà definita "coscienza infantile”.

Essa, che differisce da quella dell’adulto per il minor “potere logico e razionale”, è capace di attribuire un diverso significato ai rapporti con le cose e gli oggetti, ovvero il bambino non si pone domande sul perché degli avvenimenti.

La minore astrazione del bambino, ovvero la capacità di modellizzare la realtà mediante dei simboli, matura gradualmente come Piaget ha potuto dimostrare nel suo “metodo critico”. In particolare egli poneva il bambino di fronte ad un problema (situazione critica) annotando le sue idee di risoluzione (colloquio clinico) notando aspetti comuni non comuni.

Le ipotesi iniziali che Piaget ha posto nello studio sperimentale dei bambini sono le seguenti:

  1. principio di apprendimento: inteso come l’equilibrio tra processi di adattamento e di assimilazione
  2. continuità nell’adattamento riflesso, abitudinario e intelligente
  3. egocentrismo infantile
  4. contrapposizione tra pensiero irreversibile e pensiero operatorio

Grazie ai suoi studi sul comportamento dei bambini Piaget riuscì ad individuare delle fasi di sviluppo dettate dal grado di maturazione del sistema nervoso centrale.
La prima fase è funzione degli automatismi riflessi, istintuali e rigidi. Questi contraddistinguono, ad esempio, un ragno che tesse la propria tela, rispetto a cani e gatti, la cui condotta di comportamento risulta più plastica agli stimoli ambientali.
Thorndike rileva che il numero di errori via via si riduce al crescere delle prove e degli errori. Tuttavia, Kohler nota che alcuni animali superiori spesso risolvono un problema grazie ad un'intuizione che favorisce la realizzazione dello schema come, ad esempio, la realizzazione di un leveraggio per l’ottenimento di cibo.

La seguente tabella riassume il tipo di comportamento dei bambini descritto da Piaget in base all’età:

Oggetto Stadio Intelligenza Pensiero
Ragno Istintuale
Cani e gatti Abitudinario
Scimpanzè Intelligente
Bambino 0 - 2 anni Sensomotorio Sensomotoria
Bambino 2 - 5 anni Preoperatorio Rappresentativa/emotiva
Bambino 5 - 11 anni Operatorio concreto Rappresentativa/ Prevedibile
Bambino 11 - 16 anni Operatorio formale Logica formale Ipotetico deduttivo


Le capacità espresse dalla Gf (intelligenza fluida) e l'intelligenza operativa di Piaget, si rivolgono entrambi al pensiero logico e all'apprendimento delle relazioni, intese come nessi causali o di collegamento fra gli eventi. l'intelligenza operativa di Piaget è considerata il fondamento dell'apprendimento continuo. Secondo Piaget le funzioni rappresentative si sviluppano secondo la successione delle seguenti semplici azioni ricorsive:

  1. Imitazione
  2. Gioco simbolico
  3. Linguaggio verbale

Analizziamo ora alcuni dei principali assunti su cui Piaget ha fondato i propri studi:

Il principio apprendimento

Secondo Piaget l’intelligenza è un rapido adattamento alla realtà. Tuttavia le nuove informazioni devono prima essere assimilate e poi comprese rese proprie (accomodamento) al fine di realizzare la conoscenza e formare schemi mentali e motori da inferiori a superiori. grazie a questi ultimi è possibile elaborare dati sempre nuovi quali, ad esempio, la pressione e la propriocezione stimolata da un oggetto tenuto in mano, al fine di migliorare gli effetti e la resa dei propri gesti.

Contrapposizione tra pensiero irreversibile e pensiero operatorio

Pensiero irreversibile
sotto i sei anni il bambino non riesce a rappresentare contemporaneamente l’inizio e la fine di un processo, cioè non sa ricostruire un’azione, tornare indietro.

Pensiero reversibile
il bambino sa tornare dal punto B al punto A se questi sono connessi da un percorso. ed è in grado di ordinare classi con qualità comuni come generalizzato nella seguente tabella:

X Y
x1 y1
... ...
xn yn

Pensiero operatorio Il bambino non sapendo ancora ragionare ha difficoltà a considerare i punti di vista diversi dal proprio, chiudendosi dell'egocentrismo in cui proietta il proprio sentire su tutte le cose attorno a sé, animando quelle inanimate.


Il bambino percepisce ma ancora non riesce a rappresentare e ad attribuire l’intenzionalità delle proprie azioni, potendo solo giudicare gli aspetti oggettivi come, ad esempio dopo aver rotto dei bicchieri.
Attribuisce solo un significato letterale alle parole e non ancora simbolico.
Secondo J. Brunner non è tutto pre-programmato come per Piaget ma, invece, lo sviluppo può essere promosso da un’interpretazione pedagogica. Secondo lo studioso non ci sono limiti all’insegnamento purché ogni conoscenza sia presentata secondo una versione psicologicamente adeguata al modo di apprendere dell’allievo.

Sia l’insegnamento sia l’apprendimento devono avvenire per scoperta ovvero devono essere presentati in modo comprensibile ed interessante poiché il bambino impara per strutture ovvero concetti fondamentali di elementi comuni. Questi sono riassunti nella seguente tabella:

Percezioni e concetti: Rispondono a:
affettivi tensioni emotive/affettive
funzionali funzioni
formali requisiti

Brunner, inoltre, contribuisce a fornire un modello per la risoluzione dei problemi di seguito analizzato.
Se Piaget e vygotskij distinsero lo sviluppo dall’apprendimento Brunner si concentrò sul legame tra apprendimento e sviluppo della psicologia cognitiva introducendo i seguenti concetti:

  • apprendimento per scoperta sopra descritto
  • espressione e affinamento del pensiero mediante il linguaggio e la conseguente narrazione
  • definizione della scuola come luogo in cui imparare ad imparare
  • implementazione del problem solving

Il problem solving

Per problem solving si intende creare un’immagine mentale e visiva concreta.
Secondo G. Polya, "Risolvere problemi significa trovare una strada per uscire da una difficoltà, una strada per aggirare un ostacolo, per raggiungere uno scopo che non sia immediatamente raggiungibile Per risolvere un problema è possibile ricorrere sostanzialmente a quattro procedure che sono di seguito riportate:

  1. percezione dell'esistenza di un problema
  2. definizione del problema
  3. analisi del problema e divisione in sottoproblemi
  4. formulazione di ipotesi per la risoluzione del problema
  5. verifica della validità delle ipotesi
  6. valutazione delle soluzioni
  7. applicazione della soluzione migliore

Inoltre, le azioni fondamentali di analisi e comparazione sono le seguenti:

  • analizzare le possibili alternative:
    • contemporaneamente
    • sequenzialmente, scartando quelle non opportune
  • comparare le ipotesi in base ad un modello
    • di riferimento
    • variabile


10/06/2022