Meccanismo aerobico lattacido
Questo meccanismo può sviluppare potenze intermedie e intervenire in tempi brevi. Il suo contributo alla potenza metabolica è caratterizzato da un punto di massimo intorno ai 40 secondi di tempo di esaurimento, che coincide con l’esaurimento del precedente meccanismo e l’inizio del successivo: tradotto in distanza, corrisponde ad una gara di 300 - 400 m per i soggetti più allenati.
Superato il punto di massimo, la quota di potenza garantita dal meccanismo anaerobico lattacido decresce progressivamente, lasciando sempre più spazio al successivo meccanismo, ossidativo, più lento e meno potente in termini sia di energia prodotta sia di energia consumata (quella misurabile), dall’organismo nell’unità di tempo.
Per prove di durata dai 60" ai 100" la quota di potenza fornita per via anaerobica è circa la stessa di quella fornita per via aerobica, risultando entrambe circa il 50% della potenza metabolica sprigionata.
Per durate superiori, la potenza metabolica decresce meno rapidamente, rimanendo nell’intorno di un valore che rappresenta la capacità del soggetto di massimizzare l’utilizzo di fonti energetiche lipidiche, risparmiando le riserve di glicogeno muscolare ed epatico. Ad esempio, questo è ciò che accade durante una maratona.
FIGURA 1.3 – CONTRIBUTO DEI MECCANISMI ENERGETICI CHE REGOLANO LA POTENZA METABOLICA (Adattato secondo Keul, Doll, Keppler 1969, 38).