Meccanismo anaerobico alattacido
Questo meccanismo può fornire potenze massime per l’organismo e intervenire in tempi molto brevi ma va incontro ad un rapido decadimento, potendo assicurare una resa ottimale fino a circa 6 secondi. Queste caratteristiche dipendono dai substrati energetici utilizzati: l’ATP direttamente disponibile e la fosfocreatina intramuscolare (PC).
Questa molecola organica costituita da creatina e fosfato inorganico è un grado di ricaricare velocemente l’ADP in ATP, ma le sue scarse riserve intramuscolari e la dipendenza dall’ossigeno per essere nuovamente trasformata limitano la capacità di questo meccanismo.
Se la richiesta energetica è massimale, l’organismo mette in atto una serie di aggiustamenti fisiologici (pensiamo all’aumento delle resistenze periferiche, conseguenza dell’aumento della pressione sanguigna e della drastica diminuzione del flusso ematico ai muscoli coinvolti) conseguenti un rapido decadimento della prestazione.
Se l’intensità iniziale non è massimale, ma tale da permettere l’intervento degli altri meccanismi, la rapidità di innesco di questo meccanismo garantisce il giusto sostentamento energetico prima che gli altri meccanismi possano entrare a pieno regime di potenza.
Una quota del debito di O2 che si crea alla fine dell’esercizio serve per re-sintetizzare in modo aerobico la PC anticipata all’inizio dell’esercizio durante la fase anaerobica.
La potenza correlata a questo meccanismo (PANA_alatt.), mostrata nel grafico 1.3, contribuisce alla formazione della curva della potenza totale metabolica.
FIGURA 1.3 – CONTRIBUTO DEI MECCANISMI ENERGETICI CHE REGOLANO LA POTENZA METABOLICA (Adattato secondo Keul, Doll, Keppler 1969, 38).