Aspetti psicosociali
Sensore della glicemia (H24) per sportivi sani. Non bevetevi pure questa!

Sono su Facebook quando mi si propone un annuncio di un sito sportivo accattivante sponsorizzato dal Giro d’Italia. I propositi sembrano buoni, cominciando dal nome del sito e dal motto: “supersapiens - più veloce e più a lungo con la continua visibilità del glucosio”. Scorrendo in basso vedo le foto dei grafici, le aspettative/promesse che aumentano e si parla di ambizione, sentimento che, a mio modo di vedere, non è certo dei più equilibrati.
Parlare di ambizione nello sport è consuetudine ma non è del tutto corretto poiché spesso è correlata con un comportamento “violento” teso al raggiungimento dell’obiettivo sportivo, costi quel che costi. Inoltre, in campo amatoriale l’ambizione stride, mentre per un Atleta professionista non ha senso, siccome conosce già molto bene i propri limiti, altrimenti non sarebbe tale.
Poi la frase: “trasforma le congetture in scienza” o qualcosa del genere.
Per chi non lo sapesse congettura vuol dire ipotesi. Ormai, oltre a virologi, chiunque può improvvisarsi ricercatore, che se è di se stesso va bene ma il rischio è quello di prendere subito la direzione sbagliata. Oltretutto buttando via 565€ e facendo passare il messaggio che lo Sport sia solo d'élite (per ricchi) quando invece dovrebbe essere accessibile a tutti e principalmente fonte di salute e di benessere.
Ma veniamo al nocciolo della critica. Nei soggetti sportivi sani, cioè non affetti da diabete scompensato, il parametro misurato dal dispositivo, la glicemia, un po' come avviene per la frequenza cardiaca, è poco significativo ai fini della prestazione siccome è influenzato da molti altri parametri come, ad esempio, i livelli ormonali.
Inoltre, questo dice poco sul reale livello di "benzina" ovvero di glicogeno che risiede principalmente nei muscoli e che è impiegato per raggiungere le intensità "threshold", sponsorizzate nel sito.
Il glucosio circolante è circa il 2% delle scorte di glicogeno e, nel soggetto sano, è finemente regolato dalla cooperazione tra diversi ormoni.
Durante una corsa il glucosio nel sangue basterebbe al soggetto per fargli percorrere al massimo qualche centinaio di metro prima che si esaurisca e che questo si accasci al suolo. E’ il fegato il principale organo glucostatico che rifornisce il cervello e altri tessuti glucosio dipendenti.
Chiaro che se si mangia male, sbilanciato, la glicemia ne risente e, alla lunga, anche l'organismo.
Ritengo che, ai fini della prestazione, potrebbe avere senso solamente un rilevatore non invasivo di glicogeno, la cui esistenza non mi è (ancora) nota. Per la salute basta rispettare le giuste quantità sia a tavola, sia in allenamento, senza dover dipendere dalla tecnologia ma, auspicabilmente, dalla propria volontà.
Buon allenamento!