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Aspetti psicosociali

Dall'integrazione all'inclusione nella pedagogia speciale

immagine di mani colorate stilizzate

Se la pedagogia è una disciplina che si occupa delle strategie educative utili per lo sviluppo di classi molto ampie di individui, specialmente dei soggetti giovani, la pedagogia speciale è una disciplina più giovane che si occupa di una classe più ristretta, costituita da soggetti bisognosi e disabili, che negli anni ha ottenuto dignità scientifica per motivi principalmente etici e logistici.

In passato infatti, sulla base di motivazioni tutt’ora irrazionali, i soggetti ritenuti, dal punto di vista mentale o fisico, al di fuori dei canoni di normalità e incapaci di servire efficacemente la società, venivano sterminati oppure non gli veniva permesso di integrarsi. Questi motivi causarono ulteriori disuguaglianze di genere e contribuirono ad aumentare l’odio sociale, limitando sia la democrazia, sia il potenziale progresso della società.

Se in passato i così detti “storpi" venivano uccisi alla nascita o utilizzati come capro espiatorio, ad esempio, riservando loro torture e maltrattamenti, più recentemente, facendo riferimento alle deportazioni e agli stermini di massa, si cercò di sterminarli in massa. Ne è un esempio il programma nazista di eutanasia denominato convenzionalmente Aktion T4 che, sotto responsabilità medica, prevedeva in Germania la soppressione di persone affette da malattie genetiche inguaribili e da portatori di handicap mentali (ma non fisici, se non per casi gravi) cioè delle cosiddette "vite indegne di essere vissute".

Il depauperimento delle risorse, sia economiche sia intellettuali, conseguente la guerra limitò la piena espressione della società per diversi anni a causa del necessario bisogno di ricostruzione delle nazioni, a scapito dei soggetti più deboli. Solo più tardi, grazie anche al deciso rifiuto dei sentimenti di odio verso il diverso, concretizzati dalla Costituzione del 27 dicembre del 1947, si fece il primo passo di apertura nei confronti dei soggetti disabili psichici.
Il 13 maggio 1978, grazie alla Legge Basaglia, si chiusero i manicomi, intesi come luogo totalmente al di fuori di ogni ragionevole approccio terapeutico per i malati, e di prigionia per chi doveva occuparsi di loro.

Nel 2001, grazie al Decreto del Presidente del Consiglio in materia di prestazioni sociosanitarie, si portò ad una maggiore visibilità le problematiche dei disabili e delle loro famiglie.

Tale decreto ha stabilito la tipologia delle prestazioni e i criteri di finanziamento cui le Regioni devono tener conto nel disciplinare gli interventi socio-sanitari. Infine, il DPCM del 29 novembre 2001 ha definito i Livelli di Assistenza Sanitaria (LEA) che devono essere assicurati dal Servizio Sanitario Nazionale col fine di favorirne l’integrazione.

Nella scuola si è quindi passati da educazione segregata a un’educazione integrata e inclusiva fondata su di un processo inteso a inserire nel miglior modo possibile i bambini nella scuola, assicurandogli l’apprendimento migliore, lo sviluppo di relazioni affettive positive, la comunicazione, l’accettazione da parte dei membri del gruppo e il successo in classe. In pratica stabilendo relazioni di amicizia e di comunicazione tra tutti i membri della classe/scuola. L’educazione inclusiva si occupa delle esigenze degli individui, in particolare di quelli con disabilità.

Dall'integrazione all'inclusione

Il processo di integrazione parte dalle caratteristiche del singolo, che devono essere conformi alla futura società senza però che vi sia una completa certezza che ciò avvenga nei tempi prestabiliti; il processo di inclusione, invece, parte dalla società e dalle istituzioni che si occupano di educazione e di sostenere i soggetti più deboli quali, ad esempio, i disabili. In questo caso l’individuo non è visto come una potenziale inadempienza a ipotetiche norme da rispettare, cioè come un “freno al progresso" quanto un arricchimento per la società stessa, grazie appunto, alla sua diversità. Lo sforzo preliminare da parte della società di riferimento sarà quello di elaborare dei programmi utili alla sua educazione, incentivando la meritocrazia e fornendo alla società stessa una maggiore conoscenza necessaria per minimizzare le discriminazioni di genere.


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