L'incontro interdisciplinare di chiavari

Nell'incontro interdisciplinare su Sport e disabilità, tenutosi il 27 e 28 aprile 2019, presso la Lega navale di Chiavari, si sono riunite le principali scuole di vela del Nord Italia per disabili e le istituzioni cardine per il sostentamento, la promozione e la pratica della vela, uno Sport tra i maggiormente accessibile per portatori di handicap.
Per quanto riguarda l'organizzazione di eventi dedicati al mondo della disabilità come quello di Chiavari, ai quali partecipano società sportive di piccole dimensioni, appartenenti generalmente a Sport meno praticati e seguiti, le maggiori criticità non riguardano l'aspetto economico quanto piuttosto quello organizzativo, penalizzato dalla difficoltà intrinseca di gestione della disabilità. Basti pensare alle maggiori precauzioni da mettere in atto per garantire lo svolgimento delle attività in sicurezza, come ad esempio il dispiegamento di un maggior numero di gommoni di appoggio, oppure al posizionamento e alla rimozione di particolari boe sonore necessarie per la conduzione della barca da parte di soggetti ipovedenti o ciechi. Di importanza fondamentale sono anche le manovre di accesso alle imbarcazioni che richiedono un'assistenza particolarmente attenta.
Nella pratica, i fatti degni di nota sono molteplici. Da un lato le capacità e la meticolosità del personale accompagnatore ha permesso una gestione ottima delle uscite in barca, rispondendo a tutte le esigenze dei partecipanti; dall'altro, il modo con cui si sia riusciti a fare gruppo, cioè allo sviluppo del senso di appartenenza senza che si siano perse di vista le caratteristiche individuali, è fuori dal comune.
Inoltre, è interessante notare come fra gli accompagnatori vi siano anche portatori di handicap. Questi soggetti sono forse i più preziosi per l'evoluzione di questo fenomeno sportivo perché capaci di essere il “trait d'union" tra bisogni specifici dei portatori di handicap e la buona riuscita del progetto sportivo e formativo.
Ad esempio, per quanto riguarda l'accompagnamento di quei soggetti con un certo grado di plegia, paraplegici o tetraplegici, si è dimostrato utile, sia per la sicurezza sia per la comodità del soggetto stesso e dell'accompagnatore, l'adozione di una modifica all'ergonomia del natante, già predisposto a questa pratica.
Un'altra caratteristica che contraddistingue queste persone sono, come già accennato, la serietà e la disciplina con cui vengono portate a compimento le varie azioni necessarie per la navigazione. L'ambiente sicuramente gioca un ruolo centrale, in cui un minimo problema può rivelarsi davvero limitante per la sicurezza o per il proseguimento dell'attività.
Tuttavia, altre personali esperienze con soggetti disabili hanno messo in evidenza come l'adozione di un comportamento più orientato al compito, cioè meno soggetto a distrazioni, si dimostri in realtà efficace e vincente se l'obiettivo è quello di trasmettere valori e conoscenza a dei portatori di handicap.
Il legame che quindi si crea tra gli individui del gruppo è davvero qualcosa di positivo e di concreto. E nonostante il grande impegno richiesto da parte di tutta l'organizzazione, al termine dell'attività l'impressione è che i soggetti interessati e la loro “equipe" non possano davvero rinunciarvi perché ormai fa parte della loro vita. Colpisce, ad esempio, scoprire che alcuni equipaggi, al termine di queste due giornate di attività in mare, decidano di proseguire il loro viaggio a Sud, partecipando, la settimana successiva, ad una regata internazionale.