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L'ambiente sportivo

immagine di una barca in regata

L'attività sportiva per disabili è in continua crescita in Italia grazie agli investimenti da parte di Enti pubblici e privati. L'esperienza di questi giorni potrebbe sicuramente giustificare queste scelte proprio per l'elevato sistema di valori e di educazione al movimento e allo Sport che attività di questo tipo trasmettono sia a chi si mette in gioco sia a chi assiste come pubblico.

E' esperienza comune di come gli Sport considerati minori nutrano meno successo rispetto a Sport maggiormente pubblicizzati dai Media. Volendo considerare uno sport cardine per il sistema sportivo mondiale quale è l'Atletica Leggera, un tempo molto seguita e praticata in Italia ma da anni ormai in discesa. incapace di ottenere podi significativi a livello internazionale.
Questa involuzione dello Sport minore è causata da una molteplicità di fattori, non ultime sono le scelte politiche e le caratteristiche culturali che sono in continuo mutamento.
La situazione, evidentemente, non è la stessa in tutte le regioni. Esistono alcune regioni “virtuose" e altre che faticano a offrire la stessa offerta sportiva ai giovani che scelgono di “diventare grandi" nello Sport e grazie allo Sport.

A questo livello incidono probabilmente anche fattori ambientali come è, ad esempio, il caso della Liguria e di Genova in particolare. In questa città lo spazio utile per praticare Sport è molto ridotto, tuttavia, le aree dedicate al gioco del calcio riescono comunque a trovare spazio e sono in continua crescita. Diversamente, ormai dagli anni 70, le piste di Atletica Leggera utilizzabili in una città di circa 600.000 abitanti non sono mai state più di tre, attualmente due: una nel medio levante (Villa Gentile) e l'altra in alta val Bisagno (Sciorba). E' evidente che la pratica di questo Sport è pesantemente condizionata dall'ambiente e da tutte le scelte politiche che finora non hanno, di fatto, cambiato di verso alla situazione.

Volendo andare oltre rispetto alla gestione del territorio urbano, è interessante evidenziare il ruolo di quello marino navigabile in quanto esso rappresenta una enorme risorsa per la pratica dello Sport. Riportando sempre l'esempio di Genova, caratterizzata dall'avere un grande spazio centrale dedicato al porto, in grado di accogliere anche importanti centri di Sport nautici come la Vela e la motonautica ma anche di canottaggio. Nonostante ciò, alcune zone laterali dello specchio acqueo antistante questa città, facendo riferimento al Ponente e il Levante, rimangono una risorsa per attività Sportive nautiche o natatorie.

Un'altra criticità dell'attuale sistema sportivo è quello giovanile inteso come veicolo di sistemi di valori ma, allo stesso tempo, anche di avviamento al professionismo. In questo settore le conoscenze specifiche di chi lo dirige sono spesso parziali o eccessivamente orientate all'agonismo, perdendo di vista il concetto basilare della gradualità e dello sviluppo di tutto l'individuo prima di tutto come persona.

E' evidente di come la specializzazione precoce sia poco proficua per il sistema paese oltre che un probabile danno per i ragazzi che si stanno affacciando al mondo. Meno evidente ma non meno importante è il modo in cui un'attività agonistica, se sostenibile, permetta alcuni vantaggi formativi individuali a chi, una volta specializzato, decide di praticare uno Sport, ottenendo riconoscimento sociale.

Dal punto di vista individuale ma anche collettivo, la pratica sportiva da parte di soggetti portatori di handicap potrebbe collocarsi a metà strada tra queste due visioni dello Sport, educativa e agonistica, veicolando anche i possibili benefici a livello della salute.

Un esempio su tutti in questo senso è il fenomeno Alex Zanardi. Un grande campione che, nonostante un gravissimo incidente che gli ha causato l'amputazione delle gambe, ha saputo far rientrare lo Sport nella propria vita ed è stato capace di ottenere risultati incredibili a livello mondiale, continuando a veicolare valori sicuramente positivi per tutte le generazioni.

Tuttavia, la perdita di interesse di alcuni Sport comunque praticati a livello internazionale da parte dei giovani Italiani, è un problema evidente sia per i soggetti normo dotati sia per i portatori di handicap. Se come abbiamo visto per i soggetti disabili questo problema possa essere meglio compreso, in quanto per alcuni la pratica dello Sport sia una risorsa concreta, per i normodotati, l'assenza può essere vista come un handicap.

Questo problema evidente potrebbe essere arginato da una pratica consapevole, più orientata ad una visione complessiva di benessere, lasciando la strada dell'agonismo, laddove le condizioni lo permettano, ai soggetti oggettivamente interessati e capaci.

Occorre dunque puntare sullo sviluppo degli educatori professionisti specifici, sul gruppo dirigente e sugli enti politici che devono saperne cogliere le potenziali utilità. Un esempio interessante che sta riscontrando successo, rispetto al passato e alle alte nazioni, è la pratica del turismo sportivo.

CONCLUSIONI


La vela per i disabili svolta da personale competente e qualificato, come altre attività attente e atte a migliorare la qualità della vita di chi vi partecipa, è un'attività concreta, divertente e formativa, capace di veicolare passioni coerenti, di auto-alimentarsi di sapere e conoscenze, grazie all'apporto degli stessi praticanti. Tuttavia, questa attività necessita di aiuti e attenzioni dalla parte di più professionisti esperti, dotati di un solido bagaglio interdiscliplinare e in grado di trattare scientificamente vari aspetti della vita, in particolare, dell'esercizio fisico e dello Sport, supportando direttamente gli atleti e il resto della società.

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