logo quadernodisport.it

Le scienze della prevenzione

Al giorno d'oggi occuparsi attivamente della propria salute è indispensabile sia per i soggetti sani, sia per coloro che riportano una stabilizzazione delle capacità funzionali ridotte da una malattia pregressa. In entrambi i casi le misure di prevenzione che si sono dimostrate più efficaci riguardano l'attività fisica da praticare, in particolare nel secondo caso, sotto la supervisione medica e con il supporto di personale qualificato (personale paramedico ed esperti della prevenzione).
Queste misure si sono ampiamente dimostrate capaci di migliorare significativamente la qualità della vita dei praticanti e di ritardare, fino ad annullare, la comparsa dei disturbi conseguenti il poco movimento i quali, a loro volta, dipendono dai seguenti gruppi di fattori:

  • età cronologica
  • concomitanza di malattie
  • caratteristiche psicofisiche
  • ambiente

Lo studio di questi ampi domini permette di creare degli indici robusti, cioè dei valori che, se correttamente interpretati, descrivono con un sufficiente grado di precisione lo stato e l’evoluzione di un fenomeno, la cui affidabilità è necessaria per creare dei gruppi omogenei da analizzare, dei quali sarà infine possibile studiarne scientificamente le risposte agli stimoli applicati.
Successivamente, grazie sia a studi di tipo longitudinale, sia alla pratica clinica, è possibile risalire alla combinazione di stimoli ottima sia per raggiungere gli obiettivi legati alla prestazione, sia, soprattutto, per creare le migliori condizioni mediche possibili le quali sono finemente correlate con il grado di prevenzione delle malattie.

Tuttavia, la ricerca sui benefici del movimento su classi di soggetti che hanno riportato una malattia, ma che risultano essere stabilizzati e sotto controllo medico quali, per esempio, i alcuni soggetti affetti dalle malattie neuromuscolari, riporta ancora un basso numero di evidenze scientifiche.
Allo stesso modo, come avviene per i soggetti che, a causa di malattie pregresse, riportano capacità motorie al di sotto della media dei soggetti sani, e che quindi si discostano eccessivamente dal modello utilizzato, occorre fornire loro il migliore supporto possibile per praticare l’esercizio in sicurezza, prevenendo sia ulteriori complicanze, sia l’atrofia dei sistemi.

Sarà poi il soggetto, grazie a quanto ha potuto apprendere, alle caratteristiche psicologiche individuali e all'ambiente in cui vive, a ottimizzare la somma di questi stimoli, che costituiscono l’unità fondamentale dell’allenamento, col fine di raggiungere il massimo stato di benessere, con particolare attenzione a quello duraturo.
Questi aspetti sono di fondamentale importanza per le figure che si occupano di formulare piani di movimento preventivi, rieducativi e di allenamento sia collettivi, sia individualizzati.


Indietro